Pitture rupestri di Tuppo dei Sassi di Filiano

 

La Preistoria – Le prime tracce dell’uomo in Basilicata

Tutto dei Sassi FilianoA Tuppo dei Sassi di Filiano, tra Lagopesole e Acerenza, venne rinvenuto nel 1965 da F. Ranaldi un riparo sotto roccia, frequentato durante il Mesolitico e ricco di pitture rupestri. Il sito viene ora denominato, dal suo scopritore, “riparo Ranaldi” ed è il luogo che in Basilicata meglio testimonia l’aspetto epipaleolitico e mesolitico. Durante questo periodo della Preistoria, la cui fase iniziale risale a circa 12.000 anni fa, si attua una crisi economica causata dalle grandi trasformazioni climatico-ambientali con il passaggio da un clima tendente al freddo ad un altro temperato-caldo. Tali fenomeni, con il lento venir meno della vegetazione ad alto fusto, provocano la graduale estinzione dei grandi mammiferi e della fauna di tipo freddo, (mammut, stambecco, renna), diffusasi nella fase finale del Paleolitico, a favore di piccoli mammiferi. I gruppi umani cambiano tipo di vita e si avviano lungo quel processo culturale che li porterà, nel Neolitico, ad organizzarsi in insediamenti stabili basati su un’economia agricola. In questo periodo, infatti, l’uomo abbandona l’attività economica tipica del Paleolitico, basata sulla caccia ai grandi mammiferi, e si dedica prevalentemente alla raccolta di molluschi marini o terrestri e alla caccia dei piccoli mammiferi. Tali trasformazioni sono testimoniate anche dal cambiamento degli strumenti: si passa infatti da un’industria litica con utensili di grandi dimensioni ad un’altra tendente al microlitismo, ossia con manufatti di ridotte dimensioni.
In ambiente montano, come nell’area di Tuppo dei Sassi, è attestata un’economia mista caratterizzata, da un lato, dalla raccolta e, dall’altro, dalla caccia ai mammiferi che precedentemente vivevano anche nelle pianure e in parte rifugiatisi in zone con maggiore altitudine. Le specie tipiche di questa zona sono rappresentate dal cervo, dal cinghiale, dal capriolo, dal camoscio.
Le pitture rupestri di Tuppo dei Sassi (le uniche finora conosciute in Basilicata) sono situate su una parete di roccia arenaria calcarea, molto instabile per l’erosione naturale. I motivi iconografici sono di colore rosso, steso sulla roccia con le dita. Si tratta sostanzialmente di gruppi di quadrupedi, probabilmente cervi, in quanto sono chiaramente riconoscibili i palchi, talvolta preceduti da una figurina antropomorfa bilobata; in un caso, un quadrupede sembra montato da una figura umana.
Le interpretazioni delle scene sono molteplici e tutte dotate di attendibilità: secondo alcuni studiosi, sarebbero raffigurati cervi associati a motivi vegetali; secondo altri, sarebbe rappresentata la fase di addomesticamento degli animali; oppure, si tratterebbe di semplici scene di caccia. Al di là di tali divergenze interpretative, il dato più rilevante è la capacità dei gruppi umani insediati in quest’area di concettualizzare e riprodurre in forme artistiche alcuni aspetti della vita quotidiana e del rapporto con la natura, nell’ambito di una struttura di pensiero che diventa sempre più complessa.
Un’analisi complessiva delle testimonianze rinvenute nel “riparo Ranaldi” farebbe propendere che esso venisse frequentato a scopi rituali, in analogia con quanto documentato nella penisola iberica. Una recente ricognizione ha ulteriormente arricchito i dati provenienti dal riparo sotto roccia, con il rinvenimento di un ulteriore interessante dato, ossia di un graffito rappresentante sempre un quadrupede.

Commenta